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Italia Informa - EQUITA, la crescita non si ferma: diversificazione, indipendenza e capitali per rilanciare il mercato italiano

Parla l’AD di EQUITA: strategia, PMI, ambizioni internazionali e una richiesta chiara al Paese
Italia Informa (dicembre 2025)
Italia Informa (dicembre 2025)

EQUITA punta su indipendenza, tecnologia e diversificazione per continuare a crescere anche in scenari complessi. Centrale l’M&A, rafforzato dall’integrazione di Cap Advisory, mentre il nuovo fondo sulle small cap mira a riattivare il mercato italiano e incentivare nuove quotazioni. Nel futuro possibile espansione internazionale e una richiesta netta: serve uno sforzo di sistema per far crescere davvero il mercato dei capitali.

I risultati dei primi nove mesi del 2025 sono i migliori dall’Ipo, con ricavi e utile in forte crescita. Quali leve ritiene decisive per mantenere questo ritmo anche in un contesto economico più incerto? 

I risultati annunciati recentemente sono il frutto dei continui investimenti in persone, tecnologia e diversificazione dell’offerta. Una banca d’affari come la nostra non può prescindere dall’offrire a clienti e partner una gamma completa di servizi e prodotti. Il concetto di diversificazione è a noi molto caro perché ci ha permesso negli anni di continuare a crescere, anche in contesti di mercato particolarmente sfidanti, posizionandoci come un partner complementare al sistema bancario. La capacità di EQUITA di affiancare con successo investitori, istituzioni, imprenditori e società – quotate e non – con un modello di business che spazia dall’investment banking all’intermediazione di strumenti finanziari, fino alla ricerca e all’asset management sugli alternativi, è ciò che ci distingue: un set di competenze unico, che permette di guardare con fiducia al futuro e al percorso di crescita, non solo del nostro Gruppo ma anche dell’intero mercato italiano. Su questo sono convinto ci sia ancora molto da fare. Da anni, infatti, come Equita diamo il nostro contributo per facilitare il concreto sviluppo di un mercato dei capitali che sia adeguato alle dimensioni della nostra economia, coerente con l’ammontare del nostro risparmio e con l’importanza del nostro Paese. Quando finalmente riusciremo a vedere gli effetti della tanto auspicata politica industriale che chiediamo da tempo, allora l’Italia sarà in grado di colmare il gap che la separa dagli altri principali mercati finanziari globali, con conseguenti e significativi benefici anche per il nostro business.