
Perché le aziende italiane si quotano? - Ricerca EQUITA-Bocconi 2018
Perché le aziende italiane si quotano? Un'analisi empirica del periodo 2006 - 2016


I mercati azionari rappresentano uno strumento essenziale per sostenere la crescita economica: consentono alle imprese di finanziare investimenti e progetti di sviluppo, ampliano le possibilità di diversificazione per gli investitori e favoriscono una maggiore trasparenza, disciplina gestionale e condivisione delle informazioni.
Numerose evidenze mostrano come l’accesso al mercato dei capitali possa contribuire alla crescita, alla redditività, all’innovazione e all’internazionalizzazione delle imprese. Nel contesto italiano, le società quotate tendono a crescere e investire più delle aziende private comparabili, dispongono di maggiori possibilità di accesso alle fonti di finanziamento e dimostrano una migliore capacità di affrontare periodi di recessione o crisi finanziaria.
Nonostante questi benefici, il mercato azionario italiano continua a essere caratterizzato da un numero relativamente contenuto di società quotate rispetto alle principali economie internazionali. Una situazione legata anche alla struttura del tessuto imprenditoriale nazionale, composto prevalentemente da aziende di piccole dimensioni, spesso a proprietà familiare e con assetti proprietari fortemente concentrati, nonché alla tradizionale dipendenza dal credito bancario.
La limitata capitalizzazione delle imprese e il ridotto ricorso al capitale di rischio possono rappresentare un ostacolo alla loro crescita e, più in generale, allo sviluppo dell’economia. Diventa quindi importante comprendere quali fattori spingano un’impresa ad aprire il proprio capitale al mercato e quali, al contrario, inducano gli azionisti e il management a conservarne la natura privata.
La ricerca, realizzata dal Centro BAFFI CAREFIN dell’Università Bocconi in collaborazione con EQUITA, analizza le determinanti della decisione di quotarsi attraverso due approcci complementari. Da un lato, raccoglie le esperienze dirette di imprese quotate e non quotate; dall’altro, confronta le caratteristiche economiche, finanziarie e organizzative delle società che hanno intrapreso un’IPO con quelle di aziende comparabili rimaste private.
L’obiettivo è individuare le condizioni nelle quali i benefici della quotazione - dall’accesso a nuove risorse finanziarie alla maggiore visibilità, fino al rafforzamento dei processi manageriali e della struttura proprietaria - prevalgono sui relativi costi e vincoli, contribuendo così a comprendere come favorire un mercato dei capitali più ampio e accessibile alle imprese italiane.