
Gli investitori nel mercato azionario italiano: evoluzione o involuzione? - Ricerca EQUITA-Bocconi 2024
Gli investitori nel mercato azionario italiano: evoluzione o involuzione?


Il mercato azionario italiano attraversa una fase cruciale, sospeso tra opportunità di sviluppo e rischi di progressivo indebolimento. In un contesto segnato da instabilità economica e geopolitica, la capacità dei mercati dei capitali di sostenere la crescita, l’innovazione e la competitività delle imprese assume un’importanza sempre maggiore.
L’analisi dell’ultimo decennio mostra un mercato caratterizzato da performance molto diverse tra i vari segmenti. Le società appartenenti al FTSE STAR hanno generato risultati particolarmente positivi: un investimento di 100 euro effettuato nel 2014 avrebbe superato i 340 euro alla fine del 2023. Al contrario, il FTSE Growth ha registrato una performance complessivamente negativa. Una divergenza che evidenzia il valore delle imprese italiane di qualità, ma anche la necessità di strategie di investimento attive e specializzate.
Accanto alle performance emerge, tuttavia, un problema strutturale di liquidità. Il FTSE MIB concentra la maggior parte dei volumi di scambio e degli investitori istituzionali, mentre le società a media e piccola capitalizzazione presentano un flottante più contenuto e una base di investitori meno ampia. La crescente diffusione di fondi passivi e strategie legate ai benchmark rischia inoltre di penalizzare ulteriormente i segmenti meno rappresentati nei principali indici internazionali.
Particolarmente rilevante è la limitata presenza degli investitori istituzionali italiani. Nel FTSE MIB essi rappresentano soltanto il 7% del capitale detenuto dagli istituzionali, mentre assumono un peso maggiore, ma ancora insufficiente, nelle società mid e small cap. Il mercato italiano dipende quindi in larga misura dagli investitori internazionali, soprattutto europei e nordamericani, risultando potenzialmente più esposto alla volatilità e ai cambiamenti nell’allocazione globale dei capitali.
La ricerca, realizzata dall’Università Bocconi in collaborazione con EQUITA, analizza l’evoluzione della composizione azionaria, delle performance e della liquidità dei principali indici italiani, confrontandoli con i maggiori mercati europei. Un’attenzione specifica è dedicata al ruolo degli investitori domestici — fondi pensione, compagnie assicurative e PIR — e alla loro capacità di convogliare il risparmio verso le imprese quotate.
L’obiettivo è comprendere se le trasformazioni in corso stiano accompagnando il mercato italiano verso una maggiore profondità e competitività oppure se rappresentino i segnali di una progressiva involuzione. Rafforzare la presenza di investitori istituzionali domestici, soprattutto nel segmento delle piccole e medie imprese, appare essenziale per migliorare la liquidità, sostenere valutazioni più adeguate e creare un mercato dei capitali più stabile, attrattivo e funzionale alla crescita dell’economia reale.