Risultati Finanziari e Assemblea (IR)

EQUITA chiude i 9M 2022 con Ricavi in crescita a €65 milioni, risultato migliore dall'IPO, e Utile superiore a €13 milioni. Obiettivi di remunerazione azionisti confermati con l'intenzione di proporre nel 2023 un dividendo di €0,35 per azione

10/11/2022

  • EQUITA chiude i primi nove mesi del 2022 con Ricavi in crescita a €65 milioni, risultato migliore dalla quotazione, e Utile superiore a €13 milioni
  • Sulla base dei risultati attesi per l’esercizio 2022, il Consiglio di Amministrazione ritiene di poter proporre nel 2023 la distribuzione di un dividendo pari a €0,35 per azione, in linea con quanto proposto per l’esercizio 2021 e con gli obiettivi di remunerazione degli azionisti annunciati nel business plan triennale EQUITA 2024

Milano, 10 novembre 2022

Template post IR 9M 2022 Comunicato

Andrea Vismara, Amministratore Delegato di EQUITA, ha commentato: "Continuiamo ad investire sulla diversificazione dell’offerta e sul rafforzamento del nostro team di professionisti, mantenendo al contempo una solidità patrimoniale tra le migliori sul mercato. Tale strategia ci ha permesso di continuare a crescere in questi mesi e di consolidare una performance più resiliente rispetto a molti competitors, frutto del forte posizionamento del Gruppo e nonostante un contesto di mercato particolarmente sfidante”.

“Al 30 settembre 2022 i ricavi hanno raggiunto €65 milioni e gli utili hanno superato €13 milioni. Tali risultati ci permettono di confermare gli obiettivi di remunerazione dei nostri azionisti e di considerare nel 2023 la proposta di un dividendo per azione pari a €35 centesimi, in linea con quanto deliberato per l’esercizio 2021 e che oggi rappresenta un dividend yield superiore al 9,5%”.

Il Consiglio di Amministrazione di EQUITA Group S.p.A. (di seguito la “Società” e, insieme alle sue controllate, “EQUITA” o il “Gruppo”) ha approvato in data odierna i risultati del Gruppo al 30 settembre 2022.

 

Ricavi Netti Consolidati

Nei 9M’22 il Gruppo ha registrato Ricavi Netti Consolidati in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo €64,6 milioni (€61,6 milioni nei 9M’21). I ricavi delle attività rivolte ai clienti sono invece cresciuti del 15%, da €54,0 milioni nei 9M’21 a €61,9 milioni nei 9M’22[1]. I risultati al 30 settembre 2022 si configurano, dunque, come i migliori primi nove mesi dalla quotazione.

La strategia di diversificazione e il forte posizionamento raggiunto da EQUITA sul mercato italiano hanno infatti permesso al Gruppo di realizzare una performance positiva in questi primi nove mesi dell’anno, nonostante il difficile contesto geopolitico e macroeconomico che ha influenzato negativamente i mercati dei capitali a livello globale.

L’area del Global Markets, che include le linee di business Sales & Trading, le attività Client Driven Trading & Market Making e il Trading Direzionale, ha registrato ricavi pari a €27,1 milioni nei 9M’22 (€32,5 milioni nei 9M’21, -17%). Se si considerano le sole attività rivolte ai clienti[2], il Global Markets ha chiuso i primi nove mesi del 2022 con ricavi pari a €25,4 milioni (€25,8 milioni nei 9M’21, -2%). Tale risultato è pressoché in linea con l’anno precedente e più resiliente rispetto ai livelli di operatività registrati sul mercato italiano da parte degli investitori, specialmente nel secondo e terzo trimestre 2022.

Con riferimento alle attività di intermediazione in conto terzi – che anche nel 2022 hanno visto EQUITA posizionarsi ai vertici delle classifiche di Institutional Investor [3] – la sala operativa ha confermato il suo forte posizionamento, raggiungendo quote di mercato significative in tutti i principali segmenti (8% su Euronext Milan, 13% su Euronext Growth Milan, 9% sul mercato obbligazionario e 8% sulle opzioni su azioni). Nello stesso periodo, i volumi intermediati in conto terzi sul mercato italiano sono calati del 9% sui titoli azionari e del 10% sui titoli obbligazionari (9M’22 vs 9M’21)[4].

I ricavi del Sales & Trading, al netto delle commissioni passive e degli interessi, hanno raggiunto €16,4 milioni nei 9M’22 (€16,9 milioni nei 9M’21, -3%) e i ricavi delle attività di Client Driven Trading & Market Making [5] si sono attestati a €9,0 milioni (€8,9 milioni nei 9M’21, +1%). Il Trading Direzionale ha registrato un risultato in linea con la media degli ultimi anni, contribuendo ai ricavi netti per €1,7 milioni, anche se in significativo calo rispetto all’anno precedente (€6,7 milioni nei 9M’21, -74%). La performance del Trading Direzionale è infatti penalizzata dall’effetto comparativo con il 2021, anno in cui il marcato trend rialzista dei mercati aveva fatto registrare un risultato significativamente superiore alla media storica. Si segnala che il risultato del Trading Direzionale dei 9M’22 include i proventi di un portafoglio obbligazionario immobilizzato held-to-collect pari a circa €22 milioni, costruito tra luglio e settembre 2022, che ha permesso di sfruttare le opportunità presentatesi sul mercato obbligazionario durante l’estate.

Nel Q3’22 l’area Global Markets ha registrato €7,1 milioni di ricavi, in calo rispetto all’anno precedente (€7,7 milioni nel Q3’21, -7%) per effetto della performance positiva del Trading Direzionale nel 2021 e per la limitata operatività degli investitori sui mercati nel Q3’22 causata dalla generale incertezza a livello globale.

L’area dell’Investment Banking ha visto i ricavi crescere da €23,8 milioni nei 9M’21 a €31,5 milioni nei 9M’22 (+32%) grazie alla buona performance delle attività di M&A advisory e di Debt Advisory & Restructuring. Tale risultato è in controtendenza rispetto all’andamento del settore, a dimostrazione del forte posizionamento raggiunto dal Gruppo sul mercato domestico. In Italia, infatti, le attività di Equity Capital Markets hanno registrato una marcata diminuzione sia in termini di numero di operazioni che in termini di controvalori (da 41 nei 9M’21 con €5,9 miliardi a 28 nei 9M’22 con €2,7 miliardi, -32% e -54% rispettivamente), così come le attività di Debt Capital Markets (da 50 nei 9M’21 con €33 miliardi a 25 nei 9M’22 con €16,4 miliardi,
-50% e -50% rispettivamente, con riferimento alle sole emissioni corporate). Anche il settore dell’M&A in Italia ha registrato un rallentamento con 781 operazioni (906 nei 9M’21, -14%) e €56 miliardi di controvalore (€71 miliardi nei 9M’21, -21%).[6]

Nonostante il difficile contesto, EQUITA ha completato con successo diversi mandati di elevato profilo svolgendo nel terzo trimestre 2022, inter alia, il ruolo di financial advisor di Engineering nel processo di acquisto del 43% di Be Shaping the Future e il ruolo di intermediario incaricato nell’OPA obbligatoria connessa all’operazione, del Consiglio di Amministrazione di Ariston Holding nell’acquisizione di CENTROTEC Climate Systems, di ALA nell’acquisizione di SCP – Sintersa e nel reperimento delle risorse finanziarie, di SEA nella cessione di SEA Energia al Gruppo A2A. EQUITA K Finance ha poi assistito Sirti nella cessione di Sirti Energia a Mutares SE, Caprari nell’operazione con Ambienta di creazione di Wateralia e di integrazione con Calpeda, e Tollegno 1900 nella cessione della divisione filati a Indorama Ventures.

Nel Q3’22 l’Investment Banking ha registrato ricavi netti in crescita (+24% rispetto al Q3’21, da €5,8 milioni a €7,1 milioni), principalmente guidati dalle attività di M&A Advisory delle controllate EQUITA SIM ed EQUITA K Finance.

L’area dell’Alternative Asset Management ha chiuso i primi nove mesi del 2022 con ricavi netti pari a €5,9 milioni (€5,2 milioni nei 9M’21, +13%) e masse in gestione pari a €1 miliardo al 30 settembre 2022 (€1,1 miliardi al 31 dicembre 2021, -12%). I ricavi connessi alle attività di gestione (Portfolio Management, Private Debt e Private Equity) sono cresciuti del 13%, da €4,4 milioni nei 9M’21 a €5,0 milioni nei 9M’22. Tale crescita è stata principalmente guidata dalle nuove commissioni di EQUITA Private Debt Fund II (o EPD II, il secondo fondo di private debt lanciato nel 2020 e che ha chiuso la raccolta a giugno 2022 con €237 milioni, risultato ben superiore al target annunciato di €200 milioni), a cui si aggiungono le commissioni di gestione di EQUITA Smart Capital – ELTIF (il PIR alternativo di EQUITA focalizzato su investimenti di private equity in imprese italiane private medio-piccole e che alla data del 30 settembre 2022 ha superato la soglia di €61 milioni di raccolta). Il Portafoglio Investimenti del Gruppo [7], pari a circa €11,3 milioni al 30 settembre 2022, ha contribuito ai risultati consolidati dei 9M’22 per €1,0 milioni, (€0,9 milioni nei 9M’21). Si segnala che il risultato del Portafoglio Investimenti dei 9M’22 include una significativa plusvalenza realizzata nel mese di agosto 2022 per un disinvestimento da parte del fondo EQUITA Private Debt Fund.

Nel Q3’22 l’Alternative Asset Management ha registrato ricavi netti pari a €1,9 milioni (€2,0 milioni in Q3’21, -7%); i ricavi connessi alle attività di gestione – che includono alcune componenti non ricorrenti che incidono sull’andamento trimestrale – si sono invece attestati a €1,2 milioni (€1,8 milioni in Q3’21, -32%). Tale performance è influenzata i) dall’effetto comparativo con un Q3’21 che includeva commissioni di equalizzazione per l’adesione di nuovi investitori nel fondo EPD II e ii) un Q3’22 che sconta un corrispettivo una tantum riconosciuto agli investitori per estendere il periodo di raccolta di EPD II e che ha permesso di incrementare ulteriormente la dimensione del fondo (€237 milioni raccolti vs €200 milioni attesi). Al netto di tali impatti non ricorrenti, i ricavi netti sono cresciuti del 36% e le commissioni di gestione sono cresciute del 12%.

Il Team di Ricerca – anche nel 2022 posizionatosi al primo posto per la qualità della sua ricerca sulle mid e small caps italiane e al secondo posto nella classifica generale di Institutional Investor – ha continuato a supportare attivamente le altre aree di business del Gruppo e a fornire agli investitori istituzionali analisi e insight su più di 120 società quotate italiane (≈96% della capitalizzazione del mercato italiano) e più di 40 estere, oltre che su 15 emittenti obbligazionari le cui coperture sono volte a rafforzare la presenza di EQUITA anche nel mondo del Fixed Income.

 

Conto Economico Consolidato Riclassificato

Le Spese per il Personale sono passate da €28,9 milioni nei 9M’21 a €30,0 milioni nei 9M’22 (+4%), pressoché in linea con la dinamica dei ricavi. Il Compensation/Revenues ratio si è attestato al 46,5% (46,7% nei 9M’21) e il numero dei dipendenti del Gruppo ha raggiunto quota 184 professionisti al 30 settembre 2022 (173 al 31 dicembre 2021 e 172 al 30 settembre 2021). Le Altre spese operative sono passate da €13,4 milioni nei 9M’21 a €14,1 milioni nei 9M’22 (+5%). I costi di Information Technology sono cresciuti rispetto all’anno precedente (+5%), principalmente per effetto di alcuni nuovi sviluppi sull’infrastruttura tecnologica del Global Markets volti a migliorare il servizio verso i clienti, mentre i costi di trading [8] sono aumentati del 6%. La voce Altro è invece cresciuta da €6,6 milioni nei 9M’21 a €6,9 milioni nei 9M’22 (+4%) per effetto di un graduale ritorno alle attività in presenza con i clienti (es. roadshow, conferenze). Il Cost/Income ratio[9] si è attestato al 68% nei 9M’22, in leggero calo rispetto al 69% dell’anno precedente.

Il Risultato Consolidato Ante Imposte ha raggiunto €20,5 milioni nei 9M’22, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente (€19,2 milioni nei 9M’21), e rappresenta i migliori primi nove mesi dalla quotazione. L’Utile Netto Consolidato post-minoranze si è invece attestato a €13,1 milioni nei 9M’22 (€14,0 milioni nei 9M’21, -7%) con una marginalità netta del 20% (23% nei 9M’21).

Si segnala che la differenza tra Risultato Consolidato Ante Imposte e Utile Netto Consolidato post-minoranze rispetto all’anno precedente è da attribuirsi ad una tassazione normalizzata degli utili nel 2022 (tax rate del 29% nei 9M’22 rispetto al tax rate del 25% nei 9M’21, quest’ultimo influenzato da alcuni benefici derivanti dal consolidamento di EQUITA K Finance come annunciato nei commenti ai risultati precedenti) e alla migliore performance della controllata EQUITA K Finance nel 2022 rispetto al 2021, con conseguente impatto sulle minoranze. Inoltre, se si osserva il solo risultato connesso alle attività con i clienti – ovvero se si escludono dai risultati 2022 e 2021 il Trading Direzionale e gli impatti derivanti dal Portafoglio Investimenti che per loro natura hanno una maggiore variabilità – lUtile Netto Adjusted post-minoranze risulta in crescita dell’8% (€12,1 milioni nei 9M’22 vs €11,1 milioni nei 9M’21) e rappresenta i migliori primi nove mesi dalla quotazione.

Infine, se si osserva la performance del terzo trimestre, l’Utile Netto Consolidato post-minoranze è cresciuto dell’8%, da €2,6 milioni in Q3’21 a €2,8 milioni in Q3’22.

 

Patrimonio Netto Consolidato e Acquisto Azioni Proprie

Il Patrimonio Netto Consolidato al 30 settembre 2022 è pari a €98,7 milioni e la redditività media del Patrimonio Netto Tangibile (ROTE) si è attestata al 38%. Il livello di patrimonializzazione del Gruppo si conferma tra i più alti sul mercato, con un IFR ratio pari a circa 4,3 volte i requisiti minimi di base, così come definiti dal Regolamento UE 2033/2019 (IFR).

Si segnala che l’IFR ratio al 30 settembre 2022 tiene conto dei requisiti di capitale connessi al programma di riacquisto azioni proprie approvato dall’Assemblea degli Azionisti in data 28 aprile 2022 e da Banca d’Italia in data 12 luglio 2022 per massime n. 1.000.000 azioni ordinarie, e in scadenza a ottobre 2023. Escludendo tale componente, l’IFR ratio risulterebbe pari a 4,8 volte i requisiti minimi di base.

Con riferimento al piano di acquisto di azioni proprie, nel terzo trimestre 2022 la Società ha avviato la prima tranche del programma per un numero massimo di 300.000 azioni (si veda il comunicato stampa dedicato al seguente link) e alla data odierna ha acquistato n. 11.688 azioni ordinarie, pari allo 0,02% del capitale, sul mercato Euronext Milan – Segmento STAR.

 

Outlook 2022

Per il quarto trimestre 2022 il management di EQUITA si attende un contesto di mercato ancora sfidante per effetto dell’inflazione, delle conseguenze del conflitto in Ucraina e delle politiche monetarie restrittive delle banche centrali attese nei prossimi mesi. I risultati del Gruppo – che negli ultimi mesi del 2021 avevano beneficiato di un contributo significativo delle attività di Capital Markets (che avevano fatto registrare il miglior Q4 dell’Investment Banking dalla quotazione con €14,8 milioni di ricavi rispetto a una media di €6,9 milioni nel periodo 2020-2017) e che includevano una componente importante di commissioni di incentivo per le attività di portfolio management (€4,5 milioni) – per il quarto trimestre 2022 sono attesi in linea con la media storica dei Q4 degli ultimi anni e dovrebbero continuare a dimostrarsi più resilienti rispetto al mercato, beneficiando del forte posizionamento di EQUITA nelle attività di intermediazione e del continuo coinvolgimento del team in operazioni di Capital Markets e di M&A, così come confermato dalla buona pipeline. La performance negativa dei mercati alla data odierna, infine, non rende ipotizzabile per le attività di Alternative Asset Management la realizzazione di commissioni di incentivo derivanti dalle attività di portfolio management nel quarto trimestre 2022.

Alla luce di quanto consolidato nei primi nove mesi del 2022 e considerando le attese per il quarto trimestre dell’anno, il risultato dell’esercizio 2022 è da considerarsi in linea con gli obiettivi strategici del Gruppo e con gli obiettivi di remunerazione degli azionisti annunciati con il business plan EQUITA 2024 lo scorso 17 marzo 2022.

Il Consiglio di Amministrazione – in assenza di eventi particolarmente negativi per il mercato – ritiene pertanto di poter proporre alla prossima Assemblea degli Azionisti un dividendo pari a €0,35 per azione, in linea con quanto proposto per l’esercizio 2021, da corrispondersi in due tranche come in passato.

Inoltre, tenendo conto dell’Utile Netto per azione al 30 settembre 2022 (pari a circa €0,278) e dell’Utile Netto atteso per l’ultimo trimestre dell’anno, si segnala che tale proposta è verosimilmente raggiungibile senza dover distribuire una parte significativa di quanto accumulato dalla quotazione e questo andrà dunque ad offrire maggiore visibilità e solidità ai dividendi futuri, in linea con gli obiettivi del Business Plan 2022-2024. [10]

 


[1] Sono esclusi i ricavi derivanti da attività non legate a business con i clienti come le attività di Trading Direzionale e gli impatti al 30 settembre 2022 connessi al Portafoglio Investimenti del Gruppo per le attività di Alternative Asset Management

[2] Sales & Trading e Client Driven Trading & Market Making, escludendo dunque il Trading Direzionale

[3] Si veda il comunicato stampa dedicato al seguente link

[4] Fonte: ASSOSIM. Dati su azioni riferiti a Euronext Milan. Dati su obbligazioni riferiti all’aggregato dei mercati DomesticMOT, EuroMOT ed ExtraMOT

[5] I dati di Client Driven Trading & Market Making e Trading Direzionale sono una rappresentazione gestionale del trading proprietario

[6] Fonte: Elaborazione EQUITA su dati Dealogic (Equity Capital Markets), Bondradar (Debt Capital Markets) e KPMG (M&A). I controvalori M&A dei 9M’21 includono l’operazione Stellantis pari a circa €19,8 miliardi).

[7] Il Portafoglio Investimenti di EQUITA uita include le partecipazioni della Società nelle iniziative di Alternative Asset Management promosse, con il fine di allineare ulteriormente i propri interessi a quelli degli investitori

[8] Voce direttamente connessa ai ricavi dell’area Global Markets

[9] Rapporto tra Totale Costi e Ricavi Netti Consolidati

[10] “[…] dividendo annuale medio superiore a €0,30. […]”