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Welfare: la formula di Equita

"Con il nostro welfare aziendale ci sentiamo tutti imprenditori". Parla Stefania Milanesi, Chief Financial Officer & Chief Operating Officer di Equita, intervistata da Angelo Curiosi di Investire MAG


Il welfare aziendale come risorsa strategica: è la sfida - veramente di frontiera, soprattutto se parametrata al settore in cui viene mossa - che Equita ha lanciato, anzi confermato, presentando il suo nuovo piano per il benessere all'interno dell'azienda nel 2021.

«Certo, sì: noi crediamo profondamente all'importanza strategica del welfare aziendale», spiega Stefania Milanesi, chief financial officer & chief operating officer di Equita. «Perché in fondo è nel nostro dna. Siamo una partnership, una società indipendente. Con 70 dipendenti connessi all'azienda da vincoli contrattuali specifici che seguono una logica imprenditoriale, di cui 28 legati da vincoli ancora più forti come il lock-up sulle quote azionarie possedute. Questo ci porta a sentirci tutti imprenditori».

Milanesi

Stefania Milanesi, CFO & COO Equita

«In Equita», afferma Milanesi, «puntiamo a fare impresa in modo sostenibile e per farlo dobbiamo prima di tutto investire sulle competenze e sulle persone. L'obiettivo del Gruppo è far partecipare al progetto di partnership tutti i dipendenti, premiando le risorse più proattive e i migliori talenti». In che modo? Agendo su tre macroaree: welfare, caring ed education. Ben finanziato: perché le risorse occorrono, se si vuol passare dalle parole ai fatti. «Su questo piano l'azienda mette a disposizione un budget consistente, circa 1 milione di euro all'anno per 150 persone, un livello oggettivamente alto».

Sul fronte del welfare, i dipendenti di questa investment bank indipendente ottengono ad esempio un supporto consistente alle spese scolastiche per l'istruzione dei figli, dalle rette dell'asilo all'acquisto dei libri ai campus estivi. Ma non basta: sul versante del caring è consistente anche la copertura delle spese sanitarie, «soprattutto per incentivare e sostenere la prevenzione sanitaria - sottolinea Milanesi - perchè accanto alla classica polizza sanitaria c'è un ulteriore budget per il rimborso di check-up periodici, che incentiviamo in tutti i modi. Sulla salute dei dipendenti e dei loro familiari abbiamo naturalmente investito molto anche sul fronte Covid, con una campagna di tamponi rapidi in azienda e presso laboratori esterni per i lavoratori dipendenti. Appena possibile, abbiamo creato una convenzione per le vaccinazioni antinfluenzali e anti-pneumococco e siamo sostenitori della vaccinazione aziendale».

Inutile dire che il Gruppo è da sempre attivo anche con iniziative volte a favorire il benessere di tutti i dipendenti al fine di promuovere un ambiente di lavoro piacevole e, quindi, più produttivo. Di che si tratta? Per esempio, in tempi di pandemia, di garantire l'operatività da remoto e mettere a disposizione dei dipendenti e dei loro familiari la possibilità di effettuare test sierologici e tamponi rapidi.

Direttamente ingranato con l'esigenza di far evolvere e progredire sempre le professionalità aziendali c'è poi il piano di education, ovvero la formazione e lo sviluppo di nuove competenze. Nel corso dell'ultimo triennio Equita ha erogato più di 1.000 ore di formazione per lo sviluppo di soft skills e percorsi di carriera. Il piano di formazione prevede un'ampia gamma di opportunità: corsi di formazione generica tenuti sia dalle risorse più senior di Equita che da professionisti e consulenti esterni, che permettono a tutti i dipendenti del gruppo di approfondire diverse aree tematiche di interesse generico, dall'area legale e fiscale a quella di contabilità, dal fintech ai mercati finanziari e studi di settore, fino ai temi della sostenibilità; corsi di formazione specialistica per singole aree di business, con il fine di sviluppare competenze verticali utili a offrire un servizio sempre migliore ai propri clienti; corsi di formazione per lo sviluppo di competenze e metodologie di lavoro, in particolare delle soft skills; programmi di rotazione all'interno dei vari dipartimenti del gruppo per tutti i giovani professionisti, con l'obiettivo di far loro apprendere l'intera realtà aziendale.

E sulla gendere equality? «Ci stiamo lavorando», risponde Milanesi. «Perché è inutile dire che non abbiamo già raggiunto tutti i nostri obiettivi. Siamo pienamente compliant... ma vogliamo far di più. Sul fronte del management c'è da lavorare ancora molto, in azienda il 30% delle risorse sono donne ed è un ambiente dove le figure apicali femminili sono ancora poche... Ci vuole ancora tempo perché avvenga un cambio generazionale, tanto che abbiamo una partnership con la Bocconi per finanziare Borse di studio pro-genere».


Per per prendere visione dell'articolo completo a cura di Angelo Curiosi di Investire MAG clicca sulla immagine di seguito.

 

Rassegna stampa Equita - Investire 22.04.2021
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