Dicono di noi

Per le IPO tempi e oneri eccessivi

Intervista MF - Milano Finanza


Leggi, regolamenti e prassi rendono lunga e tortuosa la strada per Piazza Affari.

Quotarsi in Italia comporta oneri regolamentari diversi e più incisivi rispetto ad altri mercati europei, spiega Marco Clerici, co-head investment banking di Equita, l'anomalia principale è la previsione di una doppia istruttoria sui prospetti da parte di Consob e Borsa, mentre altrove il controllo spetta ad un'unica autorità. Anche la qualità del sindacato rende l'iter più complesso. Rispetto ad altre autorità europee, Consob svolge controlli più penetranti sui prospetti: non esamina solo la correttezza formale, ma entra nel merito con giudizi sostanziali, aggiunge, ne deriva di nuovo la necessità di produrre maggiori informazioni in risposta alle richieste, con l'aggravante che Consob accetta solo materiali in italiano, obbligando la società quotanda a duplicare la documentazione anche in lingua inglese per poter coinvolgere in ipo anche investitori internazionali.

In realtà, ricorda, la nuova Direttiva Prospetti avrebbe dovuto semplificare i prospetti soprattutto per le pmi, limitando per esempio a 15 il numero dei fattori di rischio enumerabili e richiedendone la non genericità. La norma comunitaria, prosegue, è stata però recepita in maniera parziale in Italia, di fatto depotenziandone molto la portata semplificatrice. Il risultato è che da anni le ipo ristagnano. Nessuno rinuncia alla quotazione per gli oneri burocratici, ma sicuramente si tratta di una barriera in più che entra nell'analisi costi-benefici, avverte Clerici, la lunghezza delle procedure rischia anche di far perdere alla società la finestra di mercato favorevole: l'istruttoria Consob dura in media due mesi, quasi il doppio rispetto ad altre autorità europee; i mercati ragionano su orizzonti di settimane se non di giorni.

Viceversa, conclude, gli oneri di compliance sono fra le ragioni di molti delisting, anche se mai quella determinante: gli obblighi di comunicazione imposti alle quotate in relazione ad esempio agli accordi raggiunti per possibili operazioni straordinarie o transazioni finalizzate al m&a possono contribuire alla scelta di un'impresa di lasciare la borsa a fronte di maggior flessibilità strategica.

Per leggere l'articolo completo di MF - Milano Finanza clicca sulla immagine di seguito.

 

Rassegna stampa Equita - MF 15.05.2021
Scarica l'articolo
cliccando sull'immagine