Brera|z racconta il rapporto tra cultura e impresa che distingue la Lombardia e fa da traino a tutta l'Italia (e non solo)

Milano, 9 dicembre 2021 – È disponibile in edicola e nei principali book shop di Milano il nuovo numero di BreraZ, la rivista promossa da Equita e realizzata da Editoriale Domus. La quinta uscita racconta Milano e la Lombardia approfondendo quella speciale relazione fra fabbrica e cultura che non coincide con i limiti geografici e politici ma determina di fatto un territorio dove competitività e impresa sono sinonimo di sostenibilità.

Per l’occasione protagonista della cover story è “Galleria di Milano”, una bellissima illustrazione a inchiostro, matita grassa e acquerello, realizzata da Saul Steinberg nel 1951. Si tratta di uno degli omaggi, senza dubbio il più iconico, che l’illustratore (celebre per le copertine del New Yorker, di Life, di Time) ha dedicato alla città lombarda. Il numero rende omaggio, ancora una volta, alla forza trainante e stimolante della cultura che in Lombardia si dimostra intrinsecamente legata al fare impresa, come spiega il direttore Walter Mariotti nell’editoriale: “Se dopo esser stato l’epicentro della pandemia oggi Milano segna un record positivo, di vaccinazioni, di resilienza di ripresa, che stanno trainando i record nazionali e costituendo un modello per l’Europa, questo si deve anche alla cultura. Se Milano sta esprimendo e imponendo il modello delle neo-fabbriche, nate nel segno del quarto capitalismo, di dimensioni medie, dedite al manifatturiero e con forte vocazione internazionale, questo si deve a imprenditori e sistemi che avendo a cuore l’estetica esprimono il potere trasformativo della cultura d’impresa e della cultura toutcourt. Aziende che ricordano al Paese come non possa esserci nessuna politica d’innovazione industriale senza un’adeguata e contemporanea politica culturale. In questa prospettiva BrerAZ vuole iscrivere la propria navigazione e offrire il proprio contributo, allineandosi a quello che stanno facendo istituzioni come Confindustria, Fiera Milano, Symbola e FAI. Perché il modello Milano e il suo cuore di Brera non è solo un affare linguistico o una modalità di marketing ma un agente di sviluppo economico concreto, l’espressione di una comunità reale e attiva che prima di essere di persone è di spiriti. Una fratellanza di intenti di una città, una regione e un Paese che, come ricordava Carlo Maria Cipolla dal Medioevo non ha mai smesso «di produrre cose belle che piacciono al mondo”.

La cultura quindi come strumento per distinguere l’imprenditore speculativo, ossessionato dal denaro, che nasconde il suo operato, da quello umanistico, spiritualmente ispirato che si sporca le mani per il piacere e la voglia di mostrarsi in prima persona e dare il proprio contributo a migliorare il mondo.

Come sempre quello di BreraZ è un viaggio corale che coinvolge i massimi esperti del tema. Tra i contributors d’eccezione di questo numero compare l’intellettuale Antonio Calabrò che sul tema ha appena presentato un nuovo libro e il Cav. Lav. Franco Cologni che per la passione e la voglia di tramandare il “saper fare” ha dato vita ad una Fondazione, molto attiva sul territorio e per le nuove generazioni